Il progetto “CERAMICA IN ARTE: tecniche e creatività” nasce con l’intento di avvicinare gli studenti all’arte attraverso un percorso laboratoriale ricco e articolato, dove materiali forme e linguaggi si contaminano. La docente di discipline plastiche Cocca Immacolata, in collaborazione con l’esperta in ceramica Filomena Revel, attraverso un’esperienza formativa della durata di 40 ore, hanno permesso agli studenti di esprimere la propria creatività, potenziare competenze tecniche e sviluppare sensibilità estetica in un ambiente stimolante e inclusivo.
In questo percorso laboratoriale sono state affrontate tecniche differenti di decorazione, che seguono direzioni parallele ma complementari. Da un lato, gli studenti hanno sperimenteranno la decorazione ceramica con smalti, una tecnica che richiede precisione, conoscenza dei materiali e consapevolezza del risultato dopo la cottura. Dall’altro, hanno lavorato su supporti come tele e pannelli lignei, utilizzando acrilici, stucco e inserti materici, inserendo anche volti modellati in argilla. Questi elementi plastici a rilievo si integrano alla superficie pittorica, creando composizioni dinamiche che coniugano pittura e scultura.
Le due esperienze, pur partendo da linguaggi e modalità espressive diverse, si incontrano in un progetto unitario, dove la pittura fa da sfondo e la ceramica aggiunge profondità e materia, offrendo agli studenti un’opportunità di sperimentazione e contaminazione tra tecniche artistiche.
Sono stati realizzati diversi manufatti ceramici ispirati alla tradizione decorativa della ceramica cerretese, nota per la sua ricchezza cromatica, la simbologia e la funzione artistica e devozionale. Gli oggetti prodotti includono piatti decorativi, mattonelle, vassoi, acquasantiere e vasi, ciascuno dei quali è stato pensato come rielaborazione personale ma rispettosa delle radici storiche e artistiche di questa antica arte.
Durante le fasi progettuali e operative, gli studenti hanno approfondito lo studio dei soggetti tipici della ceramica cerretese, tra cui:
- motivi floreali e vegetali: foglie stilizzate, tralci, fiori e rosette, simboli di rinascita e armonia con la natura;
- simboli religiosi e devozionali: acquasantiere spesso legate alla tradizione popolare e alla spiritualità contadina;
- figure antropomorfe o zoomorfe: volti, uccelli, pesci, elementi decorativi spesso semplificati e ripetuti in moduli;
- elementi geometrici e fregi ornamentali, come greche, cornici e intrecci che decorano bordi e superfici.
I manufatti sono stati modellati e decorati a mano, seguendo le tecniche della maiolica: dopo una prima cottura a biscotto, sono stati smaltati e successivamente dipinti con ossidi e smalti ceramici nelle tonalità caratteristiche di questa tradizione, come il blu cobalto, il verde ramina, il giallo, il bruno manganese e il rosso ferruginoso.
Il percorso ha valorizzato non solo l’aspetto tecnico, ma anche l’importanza della trasmissione culturale e simbolica: ogni oggetto prodotto diventa un ponte tra passato e presente, tra tradizione e sperimentazione, offrendo agli studenti la possibilità di esprimere la propria creatività in dialogo con un patrimonio storico locale.
Frammenti di un dialogo
Due tele si incontrano come pagine aperte di un libro antico, a formare uno spazio intimo e riflessivo. Su uno sfondo verde scuro, profondo come la memoria, emergono due volti classici, dipinti con eleganza e rigore formale. I loro sguardi si cercano, sospesi in un dialogo silenzioso che attraversa epoche e identità. A interrompere la perfezione delle superfici, appaiono crepe dorate, realizzate con foglia oro: non fratture casuali, ma segni preziosi, che evocano il passare del tempo, la fragilità della materia e la forza della bellezza imperfetta. Le spaccature non distruggono, ma rivelano.
L’opera è un invito all’ascolto e alla contemplazione: un dialogo tra passato e presente, tra l’essere umano e la propria storia interiore, tra ciò che si spezza e ciò che si ricompone nella luce.
Dimensioni: 2 tele 50×70 cm
Tecnica: colori acrilici e foglio a oro.
Radici di vita
L’opera rappresenta l’incontro profondo tra l’uomo e la natura. L’albero, simbolo della vita, si fonde con il volto umano, a indicare un legame essenziale e vitale. Da una parte, la natura rigogliosa e verde rappresenta la forza, la rinascita; dall’altra, le crepe, lo stucco a rilievo e gli spartiti ingialliti evocano memoria, fragilità, ma anche il valore del tempo e dell’esperienza.
I rilievi materici donano tridimensionalità, mentre gli spartiti suggeriscono che ogni essere umano ha una melodia interiore che dialoga con il ritmo della natura. Un’opera che invita alla riflessione sull’equilibrio e sull’ascolto tra uomo e ambiente.
Dimensioni: 50 cm x 70 cm
Tecnica: acrilico su tela
Materiali utilizzati: colori acrilici, gesso, spartiti musicali e colla.
Riflesso dei quattro elementi
L’opera si compone di quattro tele 30×40 cm disposte su un grande pannello 90×120 cm, a formare una composizione armonica e dinamica. Ogni tela raffigura una coppia di volti di profilo che si guardano, immersi in uno sfondo che richiama simbolicamente uno dei quattro elementi naturali: fuoco, acqua, terra e aria.
I colori, vibranti e intensi, sono stesi con tecniche miste: acrilici e materiali a rilievo (stucco, carta, pasta) che creano effetti tattili e visivi di grande forza espressiva.
Il rosso e l’arancio del fuoco simboleggiano la passione e l’energia vitale; l’azzurro dell’aria evoca leggerezza e movimento; l’ocra e il marrone della terra rimandano alla stabilità e alla radice; il blu profondo dell’acqua richiama l’emotività e la riflessione. Le forme, in perfetta simmetria tra loro, creano un gioco di riflessi e confronti: i volti, stilizzati ma espressivi, sembrano dialogare in silenzio. Il fondo su cui sono montate, dipinto con movimenti concentrici nei toni del blu, agisce da legante visivo e simbolico, rappresentando l’energia universale che unisce e armonizza ogni forza naturale.
Dimensioni: 90cm x 120 cm
Tecnica utilizzata: acrilico su tela, stucco.
Connessione silenziosa
L’opera raffigura due volti classici scolpiti con intensità e delicatezza, che si sfiorano con lo sguardo in un momento sospeso, quasi sacro. I tratti maschili e femminili, ispirati alla scultura greco-romana, emergono da uno sfondo verde profondo e scuro, attraversato da linee ramificate in rilievo che richiamano radici o vene, simbolo di legami invisibili.
Le crepe luminose non dividono, ma uniscono, tracciando sentieri di energia tra le due figure. La scelta del bianco e nero per i volti accentua il contrasto emotivo e la tensione silenziosa tra loro, suggerendo una connessione profonda oltre il tempo e la materia.
Dimensioni: 50cm x 70 cm
Tecnica utilizzata: acrilico su tela e foglia argento.
Ricami di memoria
L’opera prende forma su una base circolare dorata, simbolo del tempo e della preziosità della memoria. Il centrino in pizzo richiama l’intimità domestica, la tradizione manuale, i gesti lenti e affettuosi delle generazioni passate.
Al centro, un volto scolpito emerge come un terreno da cui affiorano foglie di vite e rose, simboli di vita: la rosa, simbolo di bellezza e sentimento, si intreccia alle foglie della vite, pianta ricca di significati legati alla fecondità, alla vita che si rinnova ma anche al lavoro, al ciclo delle stagioni, alla terra coltivata. Le linee dorate che attraversano il volto non sono fratture, ma sentieri interiori, percorsi dell’anima, esperienze intrecciate che plasmano l’identità
L’insieme diventa così metafora del legame profondo tra memoria e identità, fragilità e forza, natura e cultura. Il volto, che affiora tra i ricami e i segni della terra, racconta una storia fatta di emozioni, radici e trasformazione.
-Materiali utilizzati: supporto in legno, volto in argilla, centrino ricamato, foglia oro, colla vinilica, colori acrilici
Vicino all’anima
L’opera presenta due volti di profilo, uniti in un gesto intimo e silenzioso, immersi in un drappo materico che li avvolge come un mantello protettivo. Il tessuto, modellato e dipinto in tonalità profonde tra il blu, il nero e il grigio, crea un movimento fluido e avvolgente che richiama l’energia emotiva di un legame profondo. I due volti si sfiorano, uno poggia delicatamente le labbra sulla fronte dell’altro, gli occhi chiusi, silenziosi, come a sospendere il tempo.
È il gesto primordiale della cura, della rassicurazione. L’unione è spirituale prima che fisica: non parla, ma ascolta l’anima. Un dialogo muto, ma potentissimo, tra due presenze che si comprendono senza parole.
I volti sembrano sospesi tra il sonno e la contemplazione, in uno spazio sospeso dove il tempo si ferma. Alle loro spalle, una trama grezza di juta emerge come un’eco di memoria o radice, contrastando con la delicatezza dei lineamenti e suggerendo il passaggio tra fragilità e forza. L’abbraccio dei volti non è solo fisico, ma simbolico: un incontro di anime che si cercano, si riconoscono e si accolgono nel silenzio.
Materiali utilizzati: volti in argilla, stoffa, juta, colla vinilica, supporto in legno.
Tatuaggi d’animo
La scultura rappresenta una figura che emerge da un intreccio di fasce avvolgenti, quasi come se stesse prendendo forma da un flusso continuo di materia. Le fasce, morbide ma strutturate, si sovrappongono e si piegano armoniosamente, fino a delineare un volto che si definisce con delicatezza e forza allo stesso tempo.
Sulla superficie, decorazioni in oro si stagliano con eleganza, come segni, tracce, simboli antichi o sogni non detti. Ogni motivo, disegnato a mano, sembra voler raccontare qualcosa: un pensiero, un’emozione, un frammento di identità. Le linee sinuose e i riccioli decorativi non sono solo ornamento, ma linguaggio: l’oro diventa voce, memoria, espressione.
L’opera si fa metafora della rinascita interiore: la figura che nasce dalle fasce è un corpo in divenire, una persona che si forma attraverso esperienze, dolore, bellezza e trasformazione. È un volto che parla, anche senza dire. Un abbraccio di materia e luce che racconta il potere generativo dell’arte.
Tecnica utilizzata: colori acrilici e colori a rilievo.
Custode del mare
Il busto femminile, privo di volto e braccia, emerge come un frammento antico riportato alla luce, simbolo di una bellezza sospesa tra erosione e rinascita. La superficie del corpo, modellata in rilievo, è invasa da elementi marini come coralli, alghe, anemoni, e stelle marine: la natura sottomarina si intreccia alla forma umana in un abbraccio vitale e silenzioso.
Le conchiglie, applicate sul busto dipinto, richiamano un fondale oceanico che ha accolto e trasformato ciò che resta del corpo, rendendolo reliquia e culla di nuova vita. I toni marini, dai blu profondi ai tocchi rosati e ocra, suggeriscono un lento processo di sedimentazione, come se il tempo avesse scolpito sul corpo storie sommerse. Il corpo umano si fa territorio, pelle d’oceano che respira, accoglie e custodisce memorie sommerse.
L’opera diventa un inno alla biodiversità, ma anche un monito sull’importanza di proteggere ciò che è vivo e vulnerabile: sia dentro di noi, sia nel mondo naturale.si rigenera, accogliendo il mondo che lo circonda. Una riflessione sulla memoria, sulla bellezza che resiste e sul legame profondo tra essere umano e natura.
Tecnica utilizzata: colori acrilici con applicazione di conchiglie.
Oltre la maschera
L’opera unisce materiali e simboli contrastanti in un linguaggio visivo potente unendo la maschera in ceramica decorata con smalti, simbolo dell’ipocrisia e delle apparenze sociali, con rose in argilla dipinte con colori acrilici, allegoria della femminilità autentica, della passione e della forza. A rendere ancora più vivo il contrasto tra finzione e realtà è l’inserimento di veri steli un con spine, elemento naturale che diventa metafora della verità che punge e resiste.
La maschera, lucida, fredda, anonima, richiama l’idea di ipocrisia, finzione, ruoli imposti; le rose, invece, intense e vibranti, sono simbolo della femminilità autentica, della bellezza viva e a volte sofferente. Sono imperfette , impreziosite dalla foglia oro, perfettamente ricomposte, sembrano voler rompere la superficie imposta dalla maschera e dal fondo scuro, rivendicando uno spazio per la propria identità, fragilità e forza.
L’opera denuncia la tensione tra ciò che si mostra e ciò che si è davvero, tra la rigidità delle maschere sociali e la delicatezza potente dell’identità femminile. Un racconto visivo che parla di autenticità, fragilità e resistenza.
Materiali utilizzati: supporti in legno, juta,steli di rose, maschera in argilla smaltata, rose e foglie in argilla, colla vinilica e colla a caldo, foglia oro, colori acrilici.
Frammenti di sè
L’opera si sviluppa su un supporto ovale in legno, rivestito con strappi di giornale incollati che creano movimento e texture, quasi a simulare le stratificazioni della memoria. Al centro domina un volto con occhi chiusi, simbolo di introspezione, silenzio e contemplazione interiore.
La superficie del volto è in parte ricoperta da foglia oro stropicciata, che richiama la bellezza nascosta nelle imperfezioni, ma anche la fragilità e il valore del vissuto. La foglia oro – materiale prezioso ma delicato – allude alle maschere sociali, alla superficie brillante dietro cui spesso si celano verità più intime. Il volto con gli occhi chiusi evoca un momento di introspezione, come se il soggetto stesse ascoltando sé stesso in silenzio. Il frammento d’argilla che emerge rompe la perfezione apparente: è la materia vera, imperfetta e viva dell’identità personale. Il contrasto tra materiali (argilla, oro, acrilico, carta) crea una tensione tra fragile e durevole, tra apparire ed essere.
Materiali utilizzati: supporto in legno, colori acrilici, colla, fogli di giornali, foglia oro.
