Dopo la conclusione del programma espositivo “APERTO? dentro e fuori SoutHeritage in 6 parti” nato dall’esigenza d’implementare le proposte culturali nonostante le restrizioni e la chiusura forzata imposte dalla pandemia, la Fondazione SoutHeritage presenta  un nuovo programma che affronta le numerose problematiche legate all’ecologia, al fine di favorire lo sviluppo della consapevolezza in merito alla tutela dell’ambiente.

 

“Ecologising BIENALSUR / rethinking Beuys – 40.460342 N – 16.342231 E”. Si intitola così la mostra che dal 16 ottobre sarà possibile vistare presso gli spazi della fondazione e che rappresenta il calcio d’inizio di un progetto più ampio e articolato ideato per il network internazionale BIENALSUR 2021 – III Biennale internazionale di arte contemporanea del Sud / Buenos Aires, che ha selezionato SoutHeritage come centro italiano della sua struttura multipolare in dialogo con musei e centri culturali dei 5 continenti a partire da un’agenda transnazionale che coinvolge più di 120 sedi di 50 città in 23 paesi.

Sulla base della linea curatoriale della Biennale denominata “Conciencia Ecologica” e a partire dalla consapevolezza che il settore dell’arte, come tutte le attività umane, ha un impatto ecologico (materiali utilizzati, viaggi aerei per artisti e team, trasporto opere, luci, proiettori, …) per il quale si fa poco e niente per ridurlo, la Fondazione SoutHeritage promuove questo progetto volto sì a evidenziare il ruolo centrale e la responsabilità dell’arte nel generare consapevolezza sull’emergenza ambientale, ma anche e soprattutto, uno strumento pratico atto alla mitigazione dell’impatto ambientale della biennale.

Il progetto, ideato e realizzato per offrire il contributo culturale della fondazione alla BIENALSUR, nasce a partire da una delle opere dell’artista Joseph Beuys* presenti nella collezione SoutHeritage (“Olio F.I.U.”, 1985) e idealmente ispirato alla famosa operazione “City Forestation Instead of City Administration” (un bosco come opera d’arte ideata dall’artista nel 1982 per Documenta VII) meglio conosciuta come “7000 Querce”, con la quale l’artista incoraggiava la società civile a piantare più alberi per aumentare la consapevolezza ecologica e riflettere sulle relazioni tra uomo e natura.

 

Il programma “Ecologising BIENALSUR / rethinking Beuys – 40.460342 N – 16.342231 E”, in piena sintonia con lo spirito ecologista di Beuys (di cui quest’anno decorre il centesimo anniversario dalla nascita), con questa mostra, quale parte di un palinsesto progettuale più ampio, prende per mano il visitatore e lo guida in un percorso sulle tematiche ecologiche le cui tappe sono opere, video e documenti di natura interdisciplinare, volti all’implementazione di un’operazione di piantumazione di 2500 alberi di olivo su 20 ettari di paesaggio agrario della provincia di Matera, come compensazione delle emissioni dei gas serra prodotti per la realizzazione delle attività connesse all’edizione della BIENALSUR 2021.

Il progetto inoltre, per dimensione e scala, oltre a prevedere un piano di ricerca e realizzazione articolato e complesso con laboratori, seminari e interventi sul territorio, si pone come una vera e propria operazione di restauro ambientale di una porzione di paesaggio che, in una dimensione artistico-culturale di ricostruzione di una “memoria verde”, mira al ripristino di uno spicchio di paesaggio storico agrario del sud Italia e della Basilicata e alla riattivazione di alcune componenti paesaggistiche compromesse sotto il profilo ambientale.

In questo ambito di miglioramento della pressione cui è oggi sottoposto il nostro capitale naturale in cui l’abbandono o le attività antropiche stanno sempre più depauperando il paesaggio e le risorse naturali, il progetto “Ecologising BIENALSUR / rethinking Beuys – 40.460342 N – 16.342231 E”, in un’ottica beuysiana di opera d’arte che va oltre il concetto di prodotto artistico, mira dunque all’aumento della dotazione del patrimonio naturale per incentivare la cultura della tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico. 
In questo processo, il progetto, quale “atto culturale” piuttosto che “opera per un pubblico”, è dunque il risultato di un’operazione trasversale ampia e articolata che attraversa discipline apparentemente lontane ed è condiviso da operatori culturali e figure professionali provenienti da diversi campi che portano alla formazione di uno spazio di dialogo, di scambio e d’ibridazione fra arte, agronomia, paesaggio, restauro ambientale, botanica, geologia, (…) che arricchisce la complessità del progetto che parla sì di ecologia, ma non solo nel contenuto, bensì anche nella forma.

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